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Fuori Abbonamento 2016 2017

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 3 e 4/12/2016

3/12 – ore 21.00 | 4/12 – ore 17.00

L’AVARO

di Molière

libero adattamento, ideazione spazio, costumi, regia Ugo Chiti

con Alessandro Benvenuti

e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Giaffreda, Desirée Noferini

Dopo Il malato immaginario la compagnia Arca Azzurra affronta un nuovo testo di Molière: L’avaro. Nelle vesti del protagonista Arpagone, Alessandro Benvenuti rinnova il sodalizio con la compagnia toscana per portarci questa volta nella Parigi del Settecento tra avarizia scellerata, matrimoni combinati, medici incapaci, lusso sfrenato e gioco d’azzardo.

Produzione: Arca Azzurra Teatro

 

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16/02/2017

STORIE DI ORDINATA FOLLIA

di Samuel Osman

Regia: Samuel Osman – Aiuto regia: Serena Politi

Cast: Jacopo Biagioni, Giacomo Casali, Mattia Fornabaio, Nicola Fornaciari, Maurizio Pistolesi, Serena Politi, Antonio Timpano, Diana Volpe

fantastici22/04/2017

FANTASTICI FENOMENI

di e con Adriano Miliani e Andrea Kemmerle

Storie di ordinata follia” ha come obiettivo quello di porre (e di far porre) l’attenzione su un argomento ancora oggi di triste e disarmante attualità: la “Violenza”. Piccoli episodi di violenza domestica o tragici accadimenti nel mondo che trovano lo spazio di un giorno nei notiziari, trafiletti sui giornali che una volta letti sono immediatamente dimenticati … fatti di cronaca diventati ormai un basso e, a tratti, impercettibile sottofondo all’apparentemente “quieto” scorrere della nostra realtà; fatti che ci sembrano così lontani da noi ma che spesso ci sorprendono e atterriscono quando ci si rende conto che talvolta sono accaduti “realmente”, a pochi passi da noi. Persone che ci sembrano “normali” o “brave persone” e che improvvisamente divengono inspiegabili mostri.

Il titolo “Storie di ordinata follia” prende spunto dall’ordinaria follia di Bukowski; dove l’ordinario diventa “ordinato”, “pulito”, “fatto con coscienza” e dove quindi la follia diviene normalità e prende il posto, dentro di noi, a quell’umanità che avremmo ma che in tanti (troppi) individui non vediamo più.

Produzione: Associazione Culturale Laboratorio Amaltea


Recensione (da “Teatri on line”):

Storie di Ordinata Follia, un inaspettato “Splatter” teatrale

L’opera in prosa prende spunto dalla nota fatica di Charles Bukowski, dove l’ordinario diventa “ordinato”, “pulito”, “fatto con coscienza” e dove quindi la follia diviene normalità e prende il posto, dentro di noi, a quell’umanità che avremmo ma che in tanti (troppi) individui non vediamo più. In scena si alternano tre realtà, tre episodi differenti, che fanno intuire tre storie distinte; queste tre andranno a mescolarsi di scena in scena, innescando un’aspettativa ansiogena, andando a formare un filo conduttore che si solidifica, man mano che il plot prende forma, in un’unica storia malata. La trama è acida, gli argomenti sono drammaticamente reali, contemporanei, tangibili e palpabili, e sono presentati in cronologia disordinata. Tematiche forti, sesso malato, violenza. I personaggi sono deviati e senza morale, la tensione si respira, come dinanzi ad un thriller. La tensione cresce nel buio del teatro durante i cambi di scena, quando gli attori sbucano improvvisamente alle spalle della platea o da una porta laterale illuminati da una candela fioca. In quest’opera si uccide per noia e per vedere l’effetto che fa, si è cannibali in reazione ad un sistema ingiusto, si uccide per dedizione e senso di giustizia, si ammazza perché se ne ha voglia. A tratti la tensione diviene insopportabile e non si aspetta altro che lo scorrere della trama e il raggiungimento della luce chiarificatoria.

È un allestimento ben fatto e stupefacente. Da vedere.

Dopo il primo esperimento di qualche anno fa insieme ad Andrea Kaemmerle abbiamo deciso di continuare lo studio del grande autore ceco Jaroslav Hazek. Ancora nel mondo dei suoi “fenomeni” più o meno fantastici dell’inizio del ‘900, prendendo di nuovo spunto dai sui meravigliosi racconti.

Jaroslav Hašek (Praga30 aprile 1883 –  3 gennaio 1923) è stato uno scrittore e giornalista divenne universalmente celebre soprattutto grazie al suo romanzo Il buon soldato Sc’vèik, un’infinita collezione di avvenimenti comici legati a un soldato nella prima guerra mondiale. Il romanzo, una feroce satira antimilitarista, pur rimasto incompleto, è stato tradotto in sessanta lingue.

Hašek scrisse inoltre circa 1500 racconti brevi. Era anche un giornalista dalla vita sregolata e un instancabile burlone. Hašek si prese gioco di tutto e di tutti, compreso se stesso. Non aveva alcun riguardo per lo stile o per le scuole letterarie – considerava la sua opera un lavoro, non un’arte – e scriveva spontaneamente. La sua breve vita ha avuto molti paralleli con un altro praghese suo contemporaneo, lo scrittore ebreo Franz Kafka (18831924), nato lo stesso anno e morto solo l’anno dopo.

Adriano e Andrea si conoscono ormai da più di 25 anni, il loro debutto insieme risale al 1990 al Cantiere d’Arte di Montepulciano, da allora, hanno percorso esperienze comuni e strade diverse senza mai perdersi di vista, perché sono ottimi amici. Da qui nasce la riflessione sul tema dell’amicizia, argomento poco frequentato in questi tempi.

I due amici che porteremo in scena saranno Hazek e Ferda Mestek, anch’esso realmente vissuto e amico di scorribande e bevute di Hazek stesso. Ferda in particolare era un esperto ammaestratore di pulci, un genere di spettacolo molto diffuso in quegli anni nella mitteleuropa. Era un impresario sfortunato sembrava che ogni impresa gli andasse storta. Girava tra le fiere dei vari paesi con ogni sorta di mostruosità:  donne-sirena, ciccione barbute, uomini ciclope, vitelli con due teste etc. oppure vendeva magici elisir : confettini per calvi desiderosi di una chioma fluente, bottigliette di limonata contro il colera …

 Pensiamo ad uno spettacolo allegro, leggero, comico ed ottimista. Un omaggio non solo all’amicizia ma anche alle imprese anarchiche ed irridenti di due inventori di risate, pacifici provocatori e ribelli dal sorriso sulle labbra.

Vestiremo così i loro panni onorati di poter riportare in scena un mondo di ironia contagiosa e sottaciutamente rivoluzionaria.

Produzione: Jack & Joe Theatre Guascone Teatro

Con il sostegno di: Regione Toscana Comune di San Casciano in Val di Pesa (Fi)